martedì 3 marzo 2015

Che cos'è l'arteterapia?



“Ogni forma d’arte, di letteratura, di musica deve nascere nel sangue del nostro cuore . L’arte è il sangue del nostro cuore; io non credo in un’arte che non nasce dal desiderio dell’individuo di rivelarsi all’altro. Io non credo in un’arte che non nasce da una forza , spinta dal desiderio di un essere di aprire il suo cuore.” (Edvard Munch)


L'arteterapia può essere definita come una terapia psicologica o meglio: "L'insieme dei trattamenti terapeutici che utilizzano come principale strumento il ricorso all’espressione artistica allo scopo di promuovere la salute e favorire la guarigione, e si propone come una tecnica dai molteplici contesti applicativi, che vanno dalla terapia, alla riabilitazione e al miglioramento della qualità della vita”.
Si propone come una tecnica dai molteplici contesti applicativi, dalla terapia e la riabilitazione al miglioramento della qualità della vita della persona. L’Arteterapia presenta tecniche e materiali diversi che favoriscono la conoscenza di sé stessi e delle proprie potenzialità e rende possibile l’integrazione di tutte le risorse di cui disponiamo per poter vivere meglio. L’Arteterapia quindi svolge la funzione non solo di trattamento di malattie ma anche di trasformazione, evoluzione e crescita dell’individuo.

Le risorse che vengono utilizzate sono le potenzialità che ognuno di noi possiede, chi più chi meno, di elaborare il proprio vissuto e di esprimerlo attraverso la creatività; il termine educare (e-ducere) significa portar fuori e, nella pratica terapeutica e riabilitativa è inteso come portar fuori dal buio verso una maggiore conoscenza e consapevolezza.
Aspetto centrale dell’arteterapia non è il prodotto artistico finale, ma è il processo creativo in sé perciò è importante esprimersi, creare perché permette alla persona di accedere nella propria intimità conosciuta e sconosciuta, di contattare ed esprimere le emozioni più recondite e spesso inaspettate e di sperimentare e potenziare abilità spesso ignorate o inutilizzate.





L’arte ha valore per la sua capacità di perfezionare la mente e la sensibilità più che per i suoi prodotti finali” (Fred Gettings, 1966)

Naturalmente le impronte creative cioè i prodotti finali, possono svolgere altre importanti funzioni, innanzitutto rappresentano per la persona che ha creato una traccia di sé, la testimonianza della propria auto-affermazione e il ricordo delle esperienze vissute durante la sua produzione e quindi un punto di partenza per ulteriori riflessioni. Inoltre, dal momento in cui ciò che si crea è una rappresentazione simbolica del mondo interno del soggetto, per il terapeuta è uno strumento ricco e privilegiato per accedere all'interiorità del soggetto comprendendo aspetti importanti per la diagnosi.
L’arte permette un’espressione diretta, immediata, spontanea, arcaica ed istintiva di noi stessi che non passa attraverso l’intelletto: attraverso l'arteterapia si ricerca il benessere psicofisico esprimendo a livello artistico i pensieri, i vissuti e le emozioni. La persona si esprime attraverso le proprie potenzialità, elabora creativamente tutte quelle sensazioni che non si riescono a far emergere con le parole e nei contesti quotidiani. Grazie alla creatività l’immagine interna diventa immagine esterna, visibile e condivisibile e comunica all’altro il proprio mondo interiore emotivo e cognitivo.


Il bisogno di manifestare la propria interiorità ha fatto sempre parte dell'uomo fin dall'antichità. L'uomo di oggi presenta funzioni e capacità mentali sviluppate ed esprime sé stesso attraverso le parole, il ragionamento, l'astratto, i concetti. Ci sono persone che però non usano il linguaggio verbale, che hanno difficoltà cognitive, relazionali e quindi attraverso l'arteterapia può esprimere sé stesso (il movimento, i suoni, il colore, le forme, i disegni).

Attraverso l'arteterapia si effettua un viaggio verso la consapevolezza che parte dal dolore e raggiunge la calma ed il benessere interiore; durante l'atto creativo, mentre si attua una distanza dal proprio Io sofferente, può accadere, che s’insinui il tentativo di fare intervenire la propria sensibilità estetica nel processo. Per cui la mente si allontana dalle emozioni negative per impegnarsi ludicamente ed intellettualmente sul fronte estetico-espressivo. 


Secondo D.M. Winnicott
“il gioco e l'arte sono libere manifestazioni della pulsione vitale” e poiché “l'accettazione della realtà è un compito che non ha mai fine nell'arco della vita e nessun uomo riesce a liberarsi del tutto dalla tensione che gli suscita la propria realtà interiore in relazione con quella esterna a sé, l'arte offre un'area intermedia di esperienza che allevia questa tensione…”.


http://www.artecometerapia.it/arteterapia/cosa_arteterapia.asp

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